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Cos’è la planimetria catastale e a che cosa serve?

Categoria: Catastale

La planimetria catastale è il documento che rappresenta graficamente un immobile così come risulta registrato presso il Catasto. In termini semplici, si tratta del disegno tecnico che mostra la distribuzione interna di un appartamento, di un ufficio, di un negozio o di qualsiasi altra unità immobiliare, evidenziandone gli ambienti, gli accessi, le pertinenze e la conformazione complessiva.

Sebbene possa apparire come un semplice elaborato grafico, la planimetria catastale svolge una funzione molto importante nella vita giuridica dell’immobile. Essa consente infatti di identificare il bene e di verificare che la sua rappresentazione negli archivi catastali corrisponda alla situazione reale. Per questo motivo viene frequentemente richiesta in occasione di compravendite, successioni, richieste di mutuo, pratiche edilizie e verifiche tecniche.

È importante precisare che la planimetria catastale non costituisce un titolo di proprietà. In altre parole, non serve a dimostrare chi sia il proprietario dell’immobile. La proprietà si prova attraverso gli atti notarili, le successioni e le risultanze dei registri immobiliari. La planimetria ha invece una funzione descrittiva: serve a rappresentare l’immobile e a consentirne la corretta identificazione all’interno del sistema catastale.

La sua importanza è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, soprattutto nell’ambito delle compravendite immobiliari. La legge richiede infatti che vi sia corrispondenza tra la planimetria depositata in Catasto e lo stato effettivo dei luoghi. Ciò significa che la distribuzione interna dell’immobile rappresentata nel documento deve coincidere con quella realmente esistente. Se, ad esempio, nel corso del tempo sono stati modificati gli spazi interni mediante la realizzazione di nuovi tramezzi, l’eliminazione di pareti o la diversa organizzazione degli ambienti, potrebbe essere necessario aggiornare la planimetria prima di procedere alla vendita.

In questo contesto si parla di conformità catastale, ossia della corrispondenza tra quanto rappresentato negli archivi catastali e la situazione reale dell’immobile. Tale verifica è oggi uno dei controlli preliminari più importanti nelle operazioni immobiliari, poiché eventuali difformità  possono rallentare o complicare la conclusione di una compravendita.

Occorre però evitare una confusione piuttosto diffusa. La conformità catastale non coincide con la conformità urbanistica. La prima riguarda la correttezza dei dati e delle rappresentazioni catastali; la seconda riguarda invece la regolarità dell’immobile rispetto ai titoli edilizi e alle norme urbanistiche. Si tratta di verifiche diverse, entrambe rilevanti ma destinate a soddisfare finalità differenti.

La planimetria catastale assume inoltre un ruolo importante nelle successioni ereditarie, nelle perizie tecniche e nelle istruttorie bancarie per la concessione di mutui. In tutti questi casi il documento consente di comprendere con precisione la consistenza dell’immobile e le sue  caratteristiche principali.

In definitiva, la planimetria catastale può essere definita come la rappresentazione ufficiale di un immobile conservata presso il Catasto. Pur non attestando la proprietà del bene, essa costituisce uno strumento essenziale per identificarlo, descriverlo e verificarne la corrispondenza con la realtà. Proprio per questo motivo rappresenta uno dei documenti più importanti da esaminare ogni volta che si intende acquistare, vendere, ereditare o semplicemente regolarizzare un immobile.